martedì, febbraio 06, 2007

A. Zero



Solo ombre. Inabissarsi. Perdersi.
L’oscurità si insinua dappertutto, come inchiostro. Le ombre danzano. Sono scintille o bolle?
Si librano leggere nell’aria o bruciano? Non so. L’ego cerca tra le rovine e trova i cassetti della memoria.. L’ego riordina, setaccia, filtra. La memoria profonda risponde. Acqua ghiacciata e dolore. Adesso, luci splendenti. Aureole di volti preoccupati sospese. L’ego assume una personalità. La personalità scopre qualcosa che fa parte del suo bagaglio. Sensazione di morire.
Da qualche parte, lassù in superficie, tempeste cupe di esseri umani si muovono pesanti. Meglio evitare tutto questo.
Lassù è dove vive il dolore.
Meglio girarsi dall’altra parte, inabissarsi e vagare alla cieca tra le fila di ombre, dove le lame taglienti della luce oscillano come creature del mare.
Sortilegio.
Tutto il resto affonda, ma la vita è una bolla ostinata che persiste e cresce e la luce è sempre più forte, più forte, più forte.