sabato, dicembre 16, 2006

Il vecchio saggio 1



Un uomo di 92 anni, piccolo, molto fiero, vestito e ben rasato, una mattina alle 8.00, con i suoi capelli perfettamente pettinati, trasloca in una casa per persone anziane.
Sua moglie di 70 anni è recentemente deceduta, cosa che lo obbliga a lasciare la sua casa.
Dopo parecchie ore di attesa nella hall della casa per anziani, ci sorride gentilmente quando gli diciamo che la sua camera è pronta.

Mentre si reca fino all’ascensore con il suo bastone, gli faccio una descrizione della sua piccola camera, includendo il drappo sospeso alla sua finestra come tenda.

-"Mi piace molto”, dice con l’entusiasmo di un ragazzino di 8 anni che ha appena ricevuto un nuovo cucciolo.

-"Signor Vinto, lei non ha ancora visto la camera, aspetti un attimo."
"Questo non c’entra niente", dice.
"La felicità è qualcosa che scelgo a priori. Che mi piaccia la mia camera o no, non dipende dai mobili o dalle decorazioni – dipende piuttosto dal modo in cui la percepisco.

"Nella mia testa è già deciso che la mia camera mi piace. E’ una decisione che prendo ogni mattina al mio risveglio."

"Posso scegliere, posso passare la giornata a letto contando le difficoltà che ho con le parti del mio corpo che non funzionano, oppure alzarmi e ringraziare il cielo per quelle che funzionano ancora."“Ogni giorno è un regalo e finché potrò aprire i miei occhi, focalizzerò sul nuovo giorno e su tutti i ricordi felici che ho raccolto durante tutta la mia vita."
"La vecchiaia è come un conto in banca. Prelevi da ciò che hai accumulato."Perciò, il mio consiglio per voi, sarebbe di depositare molta felicità nel vostro conto in banca dei ricordi.

venerdì, dicembre 01, 2006

a G.......



Tu sei ciò a cui io ritorno.
Perchè mai, il dolore deve avere un simile fascino.
Perchè mai, sai essere tu il dolore
che per me sei cosi dolce.
Una lama vile tra di noi
è tempesta del mio animo,
ma allora, perchè dopo di tutto
e prima di tutto sei tu per me.
Con te il mio cuore
mai è nello stesso stato.
E' nel mezzo di una bufera
o nella calma più totale.
Vorrei ch'esso comprendesse
chi sei e cosa sei per me.
Ricominciare, riprovare.
Ma senza di te come sarà?
Forse sarà che il buio
oscurerà le stelle della notte
e spegnerà la luce dei tuoi occhi.
Ma io rivedrò le stelle.
Rivedrò i tuoi occhi.
Sposterò il buio.
Domani io rivivrò,
io rivivrò senza di te,
ma domani per me non sarà
perchè io vivo di te,
respiro di te.